E’ incredibile come una città che letteralmente porta il nome di “Città della Pace” sia stata, invece, nel corso del tempo il luogo dove più di tutti l’umanità si è andata a scontrare.

Gerusalemme è il fulcro e l’origine della nostra cultura, è il centro di un’energia globale emanata in tutto il resto del mondo;

qui dove nascono le 3 grandi religioni monoteiste: cristianesimo, ebraismo e islamismo che volenti o nolenti hanno influenzato e intriso il nostro percorso.

Andare a Gerusalemme è un po’ come finalmente comprendere le proprie origini (anche se si è atei).

Una meravigliosa città che vi porterò a scoprire in compagnia dell’ente del turismo della città ed un team che posso tranquillamente chiamare gruppo di amici (Manuela, Nicolò e Giulia).

Il mio diario di viaggio è il racconto di un weekend lungo di inizio dicembre, con un clima mite ed il sole che bacia la pietra calda della città santa.

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Giovedì

Arrivo in solitaria, mercoledì sera, dopo lunghissimi controlli di sicurezza a Roma Fiumicino con un volo El Al, la compagnia di bandiera dello stato di Israele.

Le domande sono lunghe al desk e decisamente molto dettagliate. Nel caso scegliate questa compagnia, siate completamente trasparenti e chiari, i controlli saranno più veloci (la mia “intervista” è stata di 1 ora).

Il volo per Tel Aviv (che dista più o meno 40 minuti in auto da Gerusalemme) dura circa 4 ore da Roma ed il fuso è di un’ora avanti.

Una cena kosher (insieme di regole religiose che governano la nutrizione degli Ebrei osservanti) davvero deliziosa da Jacko Street ed è già l’alba di giovedì.

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  • Western Wall o Muro del Pianto.

Con gli occhi del risveglio abbagliati dal sole che si riflette sulla pietra bianca di Gerusalemme, la prima tappa è il luogo più emblematico della religione ebraica: il Muro del Pianto.

E’ il giorno dei Bar Mitzvah, quello che per i giovani sancisce il passaggio all’età della maturità.

C’è aria di festa e nel cielo volteggiano palloncini colorati e caramelle che le donne lanciano al di sopra della barriera che separa il muro dalla zona maschile.

Ci si avvicina in punta di piedi al maestoso muro, che rappresenta tutto ciò che rimane del Tempio di Salomone (area che attualmente è occupata dalla Spianata delle Moschee e quindi inaccessibile agli ebrei), nonché luogo più sacro per l’ebraismo.

Piccoli pezzetti di carta contenenti preghiere e desideri vengono incastonati in ogni interstizio tra i grandi blocchi di pietra.

E’ interessante anche realizzare un tour guidato al di sotto del “Muro Occidentale”, un incredibile universo sotterraneo fatto di resti dell’antica Roma e layers che vi daranno un assaggio della stratificazione di una città che ha visto tantissimi volti nel corso della storia.

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  • Yehuda Market Tasting Tour

Gerusalemme è la città delle contaminazioni sotto ogni punto di vista, anche culinario.

Qui ho assaggiato una delle “cucine” più gustose che abbia mai provato in giro per il mondo e lo street food è decisamente una tappa imperdibile.

Perdetevi nelle vie dello Yehuda Market, tra profumi di spezie, sapori d’oriente e tanti dolci dall’aspetto invitantissimo.

I miei consigli sugli indirizzi food&drink (in alternativa vi consiglio di usare l’app biteMojo che vi permette di prenotare tour gastronomici):

  • Hatch per birra artigianale e deliziosi stuzzichini kosher (cena)
  • Hachapuria per specialità della cucina georgiana
  • Uzi-Eli The Citroman (Etrogiman) per frullati bio da leccarsi i baffi
  • Da Morduch: kubeh (una sorta di supplì), foglie d’uva ripiene e sigari (pseudo involtini fritti)
  • Beer Bazaar per una birra artigianale take away
  • I migliori hummus e falafel da Ikermawi (Damascus Gate)

Rimaniamo in zona anche per la cena. Questa è l’area della night life dove al calar del sole, le serrande delle botteghe si abbassano e una moltitudine di street art colora le serrande delle vie occupate dai tavoli dei bar e cocktail place dove aspettare lo shabbat insieme ai local.

Non perdetevi, inoltre, la Gatsby Cocktail Room, un bellissimo speakeasy che si cela dietro la porta segreta di una libreria.

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Venerdì

  • Museo dell’Olocausto: Yad Vashem

E’ una tappa che vi farà lacrimare il cuore, ma imprescindibile per capire e conoscere gli orrori dell’umanità nel luogo d’origine del popolo che più di tutti ne ha sofferto.

Non mi è stata data la possibilità di realizzare foto o video all’interno.

L’unico straziante momento che posso mostrarvi è il memoriale dei bambini: una camera oscura dove ogni candela rappresenta un’anima strappata alla vita troppo presto.

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  • Ein Karem Area

Leggermente al di fuori del centro, circa 20 minuti, il luogo di nascita di Giovanni Battista, meta di pellegrinaggio per via delle moltissime chiese e luoghi di culto.

I principali punti d’interesse: La Chiesa della Visitazione (dove avvenne l’incontro tra Maria e sua cugina Elisabetta), la Chiesa di San Giovanni Battista, il monastero Russo-Ortodosso Al Moskovia.

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Sabato

Il giorno del riposo (shabbat) per gli ebrei, quello da dedicare agli amici e famiglia senza distrazioni. Pensate che per gli osservanti è proibito l’uso della tecnologia dalla mezzanotte del venerdì a quella del sabato, per cui negli hotel troverete addirittura degli ascensori dedicati che si fermeranno ad ogni piano senza dover pigiare alcun pulsante.

  • Chiesa del Santo Sepolcro

Il luogo dove fu sepolto Gesù prima di risorgere e uno dei posti più sacri per tante religioni.

Anche per un profano, l’energia che si percepisce qui è davvero intensa.

Vi consiglio una brava guida per capire al meglio questo intricato e ingarbugliato mix di spiritualità che qui converge.

Ad esempio, ci sono due teorie sulla diversa locazione all’interno della chiesta del vero sepolcro di Gesù.

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  • Monastero etiope Deir Al Sultan

Gerusalemme è la città dai mille volti, dove tutti possono trovare un proprio spazio. Questo monastero, a due passi dalla Chiesa del Santo Sepolcro sembra esser uscito da una macchina del tempo, pensate che non ha neanche l’elettricità.

I gatti sono i fidati amici e compagni di vita dei monaci etiopi e tutta Gerusalemme ne ospita tantissimi e bellissimi.

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  • Old city

Proseguiamo seguendo la Via Dolorosa (il percorso che Gesù fece con la croce), perdendoci tra i vicoli stretti e super colorati.

La città è divisa in 4 maxi aree: cristiana, armena, ebrea e musulmana.

Improvvisamente da una stretta via all’altra percepirete al volo il cambio di “zona”.

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  • Ospizio Austriaco

Un altro esempio dell’incredibile varietà di culture che confluisce a Gerusalemme.

Così all’improvviso, nel cuore della città vecchia, vi troverete il perfetto palazzo in stile viennese  (di proprietà austriaca) dove addirittura gustare la vera Sacher.

Imperdibile la vista dal rooftop!

  • Yemin Moshe

Il quartiere di Sir Montefiori, un inglese di origini italiane, che appena fuori la città vecchia creò un quartiere salubre fatto di villette e mille fiori.

Il perfetto luogo super instagrammabile!

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  • Light Show alla Citadella

Ogni lunedì, mercoledì e sabato è possibile ammirare lo spettacolo di suoni e luci nel cuore della Cittadella.

Un intenso show sensoriale di 30 minuti da godersi al calare della notte.

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Domenica

  • Spianata delle Moschee

Attendevamo questo momento con ansia; anche se non era nel nostro itinerario è stata una delle tappe più belle, se non la più bella in assoluto.

Soltanto la domenica mattina, dalle 7.30 alle 10.30 e dalle 12.30 alle 13.30 è possibile accedere alla Spianata delle Moschee, nonché il luogo più sacro in assoluto per le 3 grandi religioni monoteiste (chiamato Monte del Tempio dagli ebrei).

Si accede da una struttura sopraelevata in legno, poco dopo il Muro del Pianto.

Un luogo inaccessibile a tanti, una vera fortuna poterlo visitare per noi.

La sveglia all’alba ripagata dalla bellezza della Cupola della Roccia, al di sotto della quale si sarebbe generato il mondo (secondo il cristianesimo, ebraismo e islamismo) ed il tentato infanticidio di Isacco per mano di suo padre Abramo.

Luogo protetto da tantissimi militari, dove la tensione di percepisce, forse, ancor di più che alla Chiesa del Santo Sepolcro e tra le vie della città vecchia.

L’incredibile bellezza dell’oro zecchino che risplende nel cielo blu, riempie gli occhi fino a generare il desiderio di non andare più via.

  • Ramparts Walk

Ultima tappa del nostro viaggio a Gerusalemme: una passeggiata al di sopra delle mura della città vecchia.

Mi è sembrato di avere all’improvviso la quadra di tutto, come se dall’alto tutto divenisse più chiaro. I confini reali e quelli immaginari tra i territori filo palestinesi ed ebrei, il quartiere cristiano da solo a festeggiare il Natale in modo canonico e poi le cupole delle tantissime moschee e una bandiera austriaca nel cielo.

Visitare Gerusalemme è davvero come abbracciare i propri parenti per la prima volta, è capire da dove veniamo e chi siamo.

Un viaggio spirituale e fisico che riempie profondamente anima e corpo.

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Un’ultima parentesi in chiusura, visto che ho ricevuto tante domande al riguardo su Instagram (@dianadelorenzi).

Allo stato attuale la situazione sicurezza a Gerusalemme è abbastanza affidabile per i turisti (ci sono episodi continui di scontri tra fazioni ma senza mai coinvolgere estranei alla causa).

Non vi nascondo che la tensione si percepisce, ma non mi sono mai sentita in pericolo…neanche di notte, durante lo shabbat, quando le vie della città vecchia sono deserte.