Questa è la storia di uno degli angoli di mondo che più hanno fatto breccia nel mio cuore: Casa Batllò.

E’ la storia di un momento che per me ha segnato un grande cambiamento, una catarsi.

Dicembre 2015, Barcellona ed uno dei miei primi progetti lavorativi in ambito digital (lo trovate QUI).

9bari-768x1024 Casa Batlló: tutto quello che c'è da sapere sul capolavoro di Antoni Gaudì.

Caso Batllò

Voglio raccontarvi di un luogo che da solo è stato in grado di emozionarmi più di ogni cosa nella città spagnola: Casa Batllò.

Ancora oggi, ben 4 anni dopo, quando ripenso a quella giornata di tiepido sole ed alla prima volta che venni a contatto con un’architettura di Antoni Gaudì mi commuovo.

Le mie “origini” sono nell’ambito dell’ingegneria ed architettura, ma il mio cuore mi ha sempre portato verso ambiti umanistici.

Una dicotomia che sembra esattamente ciò che Casa Battlò rappresenta.

Tra il 1904 ed il 1906 il super carismatico Gaudì venne incaricato di un ambizioso progetto architettonico al numero 43 di Paseo de Gracia.

Il ruolo presupponeva la demolizione dell’edificio precedente, ma Gaudì, grande visionario gli donò nuove vesti.

E così partì un incredibile rifacimento della facciata e degli interni.

L’intento del mastro architetto era una rappresentazione architettonica della leggenda di San Giorgio (patrono della Catalogna) e del suo drago. 

Difficile spiegarlo a parole ma incredibilmente facile da interpretare grazie al plastico interattivo presente all’interno dell’edificio (con tanto di audio guida che passo passo narra l’evoluzione architettonica).

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La leggenda di Casa Battlò

La leggenda narra che secoli fa a Montblanc (Terragona) un drago feroce imperversava sugli abitanti della città.

Quest’ultimi disperati dalla continua distruzione, placarono la sua ira, sacrificando una persona al giorno e “donandogliela in pasto”.

Arrivò il tempo di sacrificare anche la principessa, ma il prode San Giorgio corse in suo aiuto e trafisse il drago con la sua spada e dal sangue che sgorgò nacque un incredibile roseto.

Da quel giorno, ogni anno il 23 aprile viene celebrata questa leggenda popolare: il giorno di San Jordi.

Momento perfetto per visitare la casa in quanto viene allestita con migliaia di rose rosse a rappresentare il sangue versato.

La facciata

Le squame del drago sovrastano sinuose la copertura dell’edificio e si lasciano alle spalle i teschi dei caduti (rappresentati dalle ringhiere dei balconi).

La casa, infatti, venne vezzosamente chiamata dagli spagnoli come “Casa delle Ossa”.

Una croce svetta a simboleggiare la spada con cui San Giorgio uccise il famigerato drago.

Molti gli elementi architettonici di riferimento alla natura.

Gaudì trovava ispirazione negli elementi che lo circondavano e moltissime sono le interpretazioni che vennero date alla sua opera.

Il celeberrimo Salvador Dalì così definì il suo operato architettonico:

“Gaudí ha costruito una casa secondo le forme del mare, rappresentando le onde in una giornata calma. Una vera e propria scultura dei riflessi delle nubi crepuscolari nell’acqua dalle quali emergono forme di acqua estesa, forme di acqua che si estendono, forme di acqua stagnante, forme di acqua a specchio e forme di acqua mosse dal vento.”

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Gli interni

La magia prosegue all’interno della casa dove all’improvviso si viene catapultati in un mondo sottomarino.

Gaudì studiò ogni singolo dettaglio della disposizione degli ambienti e dell’arredamento fin ad arrivare alle maniglie delle porte.

Lucernari che ricordano i gusci di tartarughe, scale sinuose come se un drago fosse rimasto “incastrato” nella casa e una molteplicità di dettagli che vi faranno venir voglia di non andar più via.

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Quando e come visitarla

La casa è aperta ogni giorno dell’anno dalle 9 alle 21 (ultimo accesso alle 20) al 43 di Paseo de Gracia.

Il biglietto base costa 25euro ed è incluso di audio guida con realtà aumentata. Un monitor collegato al vostro dispositivo vi permetterà di ammirare quello che Gaudì aveva realizzato a livello di arredamento.

Un’idea di come era la casa quando la famiglia Batllò risiedeva qui ed il sito non era ancora stato nominato Patrimonio UNESCO.

A dicembre non abbiamo trovato fila ma in ogni caso i biglietti sono acquistabili online QUI.

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Questo articolo è un omaggio ad un capolavoro di arte e architettura che ha avuto il potere di farmi sentire al posto giusto nel momento giusto… un frangente che avrebbe cambiato il percorso della mia vita.

Qui, alzando gli occhi al soffitto, ho guardato la spirale; simbolo del mio blog e di un centro dell’universo che coincideva esattamente con il mio.